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Wednesday, July 1, 2009

Una, nessuna, centomila...verita'! (Sandro's post)

Tanto tempo fa un tale raccontò una storia.
Parlava del rapporto che l'uomo ha con la realtà, e paragonò la realtà percepita a qualcosa che veniva proiettato come ombra su un muro da un fuoco, mentre tutto quanto fosse, appunto, reale, si trovava alle spalle di chi guardava.
La storia in questione si chiamava mito della caverna, e l'uomo si chiamava Platone.
Sono passati più di duemila anni da allora ed oramai abbiamo relegato i problemi su cosa sia o meno la realtà a tematiche adolescenziali, abbiamo in parte sostituito la filosofia con la psicologia e la spiritualità con la scienza. Ci crediamo intelletualmente arrivati e crediamo di avere risposte per tutto.
Se questo sia giusto, o vero, non sta a me dirlo, solo mi sto rendendo conto sempre più di quanto l'essere umano sia in grado di farsi delle domande, ma la maggior parte delle volte sia anche un esperto nel darsi risposte sbagliate, o nel non darsele affatto.
Mi ci metto dentro anche io, per carità, perchè nonostante mi ritenga "obbiettivo", dotato cioè del prezioso dono del dubbio e dell'incertezza, parto spesso nei miei ragionamenti da preconcetti indissolubili; niente e nessuno mi toglierà dalla testa che se qualcuno mi chiede di che segno sono , ho davanti un idiota!
Ma se invece mi sbagliassi? E se davvero quando la luna sta in Urano (non so cosa significhi, ma lo sento dire spesso) fosse un giorno sfortunato? E se avesse ragione la torre di Pisa e fossimo storti tutti noi?
A parte gli scherzi sono spesso incerto, e la cosa che mi viene in aiuto il più delle volte è un sistema di ragionamento che risponde al nome di rasoio di Occam. Quel semplice modo di porsi nei confronti della realtà che la maggior parte delle persone usa senza rendersene conto e che risulta (quasi) sempre valido: la soluzione più semplice è anche la più "probabile" (non significa che sia necessariamente vera comunque). Entro in una banca dopo una rapina? E' molto più probabile che rapinatore sia il tizio con la pistola in tasca, anziche il vecchietto con la busta della pensione vuota! Ripeto, non mi da la certezza, ma ci si avvicina molto.
Tutto questo incipit mi serve per introdurre un discorso che è stato trattato milioni e milioni di volte e che con lo spirituale ha veramente poco da spartire: sto parlando di politica italiana.
Io adesso sono qui, in Australia, e mi sento come un privilegiato che è uscito dalla grotta e vede i propri concittadini persi tra il guardare ombre su un muro, e la cosa che provoca le ombre senza capire cosa sia vero o meno.
Ero anche io in quello stato confusionale, lo ammetto.
Si insomma non riuscivo a sciegliere fra i detrattori dello "smemorato di cologno" e i suoi fedeli. Guardavo l'ombra, poi guardavo lui e non riuscivo a capire chi dei due fosse vero!
E' questo il motivo per cui dico che l'essere umano non è così intelligente come crediamo. Perchè non ho usato il cervello e soprattutto il rasoio di Occam? Ora mi è tutto molto più facile. Qui non ho la televisione (di stato o privata ormai fa poca differenza) a condizionarmi nei giudizi come la maggioranza degli italiani. Qui non c'è Emilio Fede a difendere a spada tratta il suo datore di lavoro e riesco finalmente ad essere obiettivo (non che prima fossi un'affezionato del tg4, anzi lo usavo spesso come alternativa a Zelig).
In un' epoca, gli anni settanta ed ottanta, in cui era prassi pagare per avere un appalto (negli atti di mani pulite si può leggere tutto), l'uomo che ha costruito una nuova Milano dal nulla ha pagato? Si o no? Cosa è più probabile?
In un epoca in cui le famiglie ricche tenevano spesso alle proprie dipendenze dei mafiosi per cercare di scongiurare, dall'interno, il rapimento dei figli, Mangano era solo uno stalliere? Probabilità, sempre probabilità...
Quando il nostro "mr sono stato frainteso" dice al suo "compagno di merende siciliano" che devono entrare in politica "... altrimenti per noi è finita..." (da una registrazione telefonica), me la sento ancora di parlare di complotto da " toghe rosse "? Onestamente no.
Vivevo nella repubblica delle banane, e della gravità della cosa me ne rendo conto solo adesso.
Mi ripugna profondamente l'idea che un poco di buono sieda al posto di chi lottò contro tutti e magari perse la vita per i propri ideali, ed uso questo blog come urlatorio per rendere pubblico il mio pentimento.
So già che non servirà a nulla, perchè la maggior parte degli italiani ancora guarda le ombre sul muro, e più sente le voci che dicono di girarsi più fissa intensamente la parete, però so anche che tempo fa sono morte delle persone per permettermi di votare e non credo che sarebbero felici di vedere un parlamento fatto da pregiudicati e "per" pregiudicati che vogliono fuggire la galera.
Una delle più grandi menti del ventesimo secolo, Indro Montanelli, disse prima di morire e soprattutto prima di essere messo alla pubblica gogna come "vecchio rimbambito" che durante il ventennio aveva già visto "un uomo mandato dalla provvidenza" e gli era bastato.
Quanto vorrei poter vivere per altri 3-400 anni!!! Cosa diranno i libri di storia del personaggio che ci governa? Come chiameranno questa "telecrazia"?
L'imperatore Caligola fece senatore un cavallo, "il papi" vuole fare europarlamentare una velina. Non ci vedo una gran differenza.
Quando penso a queste cose mi vergogno di essere italiano.
Scusate lo sfogo!

Ahi serva Italia di dolore ostello
nave senza nocchiere in gran tempesta
non donna di provincia ma bordello
(Dante Alighieri)

Wednesday, June 24, 2009

Un pò di aussie' slang (capitolo 1°)

Vi avevo lasciato molto tempo addietro in merito all'argomento titolo di questo post con 2 modi di dire australiani che avevano catturato la mia curiosità, promettendo che avrei iniziato una nuova rubrica a proposito. Ora ve ne illustrerò altri utili a far bella figura durante una conversazione con un aussie!

All froth no beer, letteralmente tutta schiuma niente birra, ossia la versione aussie del nostro tanto fumo niente arrosto per indicare una persona superficiale, poco profonda.
All over someone like a rash, (in veneto "tacarse su come na sanguisuga") nel senso di starci sempre addosso, non mollarlo/a mai di solito riferito ad una persona verso un'altra.
Amber nectar, la birra
Barbecue stopper, una notizia importante che attira un'attenzione tale da fermare un barbeque
Bath-dodger, someone from England (l'inglese che, a detta dell'australiano, si lava poco, per la serie il bue che dice cornuto all'asino!)
Beat around the bush, evadere da una conversazione girandoci intorno senza mai arrivare al sodo.
Bend the elbow, letteralmente alzare il gomito, ubriacarsi.
Bent as a scrub tick, mad or stupid.
Bingle, small accident
Bint, woman

Questo è il classico post di quando non c'è un cazzo da scrivere!
E siccome magari non sarà l'unica volta, questo è solo il primo!
Per farmi perdonare la carenza strutturale di questo post vi regalo un video spettacolare girato dal nostro boss, della serie "Le interviste impossibili" (un cappello in pelle di kangaroo a chi riesce a decifrare che idioma viene usato in particolare dal secondo 44 al 48).


Wednesday, June 17, 2009

Ma che cazz è la chicken parmigiana ???

Vorrei sottoporre alla vostra attenzione il quesito titolo di questo post. In molti ristoranti italiani di Melbourne infatti imperversa un piatto ritenuto una chic della cucina italiana, ossia la pasta con il chicken...ma voi l'avete mai mangiata in Italia la pasta col pollo? E se anche l'aveste fatto in preda a fame chimica lo ritenete un piatto tipico della cucina nostrana?
In realtà potrei anche rispondermi da solo pensando ai vari ristoranti multietnici che abbiamo nel Bel Paese. Pensate davvero che in Messico mangino quotidianamente enchiladas e tortillas che ci propinano nei mexican restaurant in Italia? Penso proprio di no altrimenti avrebbero le emorroidi tutti i giorni. E non penso nemmeno che i giapponesi mangino tutti i giorni sushi, sashimi o cucina teppanyaki (non so cosa sia ma la cacofonia di questo termine mi fa piegare dalle risate). Tutto questo per dire che la visione che ognuno di noi ha delle cucine altrui è parecchio distorta (il cinese che mangiavo in Italia mi faceva schifo, qui lo adoro!).
Come già scritto la cucina italiana all'estero deve per forza sottostare alla legge del "ma qui piace così" e quindi salse, salsine, pasta scotta e grassi a volontà fanno si che sia solo il nome della pietanza a corrispondere ma non certo i sapori, i gusti e gli aromi.
Ed in tutto questo marasma culinario io non mi sento rappresentato (mmm questa frase calzerebbe a pennello anche in altre discussioni!).
Ecco quindi che partendo dal basso, sto cercando di far capire alla mia flatmates cosa si mangia davvero in Italia...finora l'apprezzamento è stato totale con commenti che andavano da: "you are a chef" (anche qua punti di vista, sono io bravo a cucinare o sei tu che mangi come un vandalo?), amazing, unbelievable...purtroppo non sempre la mia soddisfazione viene appagata soprattutto quando essa rifiuta di accompagnare un bicchiere di cabernet shiraz ad un risotto con radicchio e salsiccia preferendogli un succo di frutta al gusto di mangopapayavocadokiwicucujanji.....
Il prossimo step sarà polenta e baccalà visto che le quaglie per il rosto de osei sono abbastanza difficili da reperire....oppure cosa ne dite di un bel gatto in umido alla vicentina?

Thursday, June 11, 2009

Febbre maiala

Orbene, il titolo del post non tragga in inganno, non scriverò qui delle aussie's girl dai facili costumi bensì di quella che downunder chiamano swine flu (da noi veneti subito rinominata "febbre masceta").
Lo stato del Victoria (dove risiedo attualmente) è, dopo il Messico, l'area con il maggior numero di casi registrati di influenza suina (e pensare che qui ti disinfettano prima di atterrare e controllano se sotto le scarpe ci sono residui di terriccio che potrebbero distruggere l'ecosistema australiano...memorabile nel 2000 al mio primo arrivo downunder il sequestro da parte delle autorità aeroportuali di un plumcake del mulino bianco che a loro detta, una volta espulso dal mio organismo, avrebbe potuto provocare un disastro di proporzioni "cernobiliane").
Ora, io non sono un esperto di pandemie, patologie relative o quant'altro ma mi sembra che ci troviamo di fronte ad una nuova aviaria per la felicità delle case farmaceutiche. Guarda caso da marzo ad aprile le quotazioni dell'azienda Hoffman-La Roche, quella che produce il Tamiflu, l'antivirale per eccellenza contro l'influenza suina, hanno fatto un balzo del 30%.
Ma le case farmaceutiche non sono nuove a queste cose: ricordate il ritalin? e l' ADHD?
Bene, fate questo test e ditemi se uno, ma dico uno solo di voi non supera il punteggio di 14! Impossibile!
Quindi tutti noi avremo dovuto sorbirci dosi industriali di ritalin (una vera e propria droga con effetti praticamente uguali a quelli della cocaina e delle anfetamine, ma con danni alla salute mentale e fisica ancora più gravi) per la felicità delle varie Bayer, Pfizer & C e dei 4 pirla che riuniti intorno al tavolo hanno deciso che da quel giorno in avanti l'iperattivismo dei bambini si sarebbe dovuto trattare come una una patologia da curare con dei farmaci.
La logica è molto semplice: non ci sono malattie? Benissimo, le creiamo abbassando la soglia di allerta su quelle già esistenti o peggio ne inventiamo di nuove proprio come nel caso dell'ADHD.
Tornando alla nostra swine flu, se davvero fosse stata pandemia, pensate che a Città del Messico (la città più popolata al mondo) ci sarebbero stati "solo" un centinaio di casi? Io penso che almeno un paio di milioni di Sombreri sarebbero dovuti passare away come dicono qua.
In realtà la questione sembra essere abbastanza complessa e già conosciuta dagli specialisti del settore.
Ecco quindi che vi lascio alla piacevole lettura di questo interessante articolo.

Sunday, June 7, 2009

Giro di boa

Il 7 dicembre 2008, esattamente sei mesi fa, arrivavo a Melbourne col progetto di rimanerci 1 anno grazie al working holiday visa.
Di cose interessanti ne sono successe in questi 6 mesi di permanenza downunder, ma si sa, come dico sempre al mio socio, un giorno avremo molte avventure da raccontare ma altrettante da tenere per noi stessi. Ho servito al tavolo Megan Gale che da seduta era alta come me, ho imparato a fare il sorriso da pirla quando i clienti mi chiedono il parmesan nelle fetuccine seafood, ho preso il vizio di andare al casinò a giocarmi le mance del week end, ho visto milioni di aussie diventare matti per uno sport-non-sport come il cricket, ho imparato l'italiese, ho cominciato a pensare in inglese, a guardare prima a destra quando attraverso la strada, a risparmiare acqua, a non gettare sporcizia per terra e a formulare frasi quali, " hai buccato il ticket" o "i don't think sia una good idea" o "enjoiamoci una birra" e soprattutto ad usare in maniera spropositata termini come thanks, no worries, please che come scrive il buon Lucio qui sono consuetudine ma se li usassi dalle mie parti mi risponderebbero: "gheto finio de lecarme el culo?". Sono entrato nell'ottica che se i mezzi pubblici funzionano non occorre la macchina che ora vedrei più come un peso che come una risorsa (e che se la natura non ha creato la quaglia quattro ruote motrici forse un motivo ci sarà).
Ho rafforzato la mia ipotesi che già avevo prima di partire e cioè che molto spesso per uscire vincenti da una discussione basta evitarla, dando l'idea all'interlocutore di aver ragione e ammettendo di essersi sbagliati, soprattutto quando hai a che fare con dei "manager" messi a recitare un ruolo che in Italia nemmeno esiste.
Mi sono fatto tutta la Great Ocean Road andata e ritorno in 2 giorni, ho visto gli animali più insulsi e sfigati di questa terra come l'echidna e l'ornitorinco ma anche i più cazzuti come il diavoletto della tasmania e il woombat!
Ho prenotato la mia settimana bianca per agosto in Nuova Zelanda e in questi giorni sto pensando ad un tour del sud-est asiatico che comprenda Tailandia, Vietnam e Laos.
Insomma, qualcosa abbiamo fatto (scusate se mi do del pluralis maiestatis) ma molte ancora sono da fare visto che la data del biglietto di ritorno sarà spostata a fine novembre 2009 e poi forse....

ps. Oggi qualcuno qui downunder è entrato nel club degli over 30!

Thursday, June 4, 2009

Angels & Demons

Avete mai provato l'ebrezza di guardare per due ore una sequenza di immagini senza senso???
Ebbene, io e il mio socio l'altro giorno siamo andati al cinema.
Il luogo prescelto è stato il Warner Village al Crown casinò, ed era tutto bellissimo: i pop corn, le luci ed i pupazzi della Warner Bros. Tutto perfetto.
Ora io so che non è stata una mossa intelligentissima dal momento che ho avuto problemi a comperare i biglietti, ma la curiosità era troppo forte. Chissà come andrà, pensavo!!!
Ci siamo seduti in sala ed io mi sentivo "TROOOOPPO INTEGRATO"!!!! Intelligente, colto, ero un semidio e stavo ad un metro da terra. Quanta gente che conosco va a vedere un film in inglese? E senza prendere soldi, ma pagando pure!
Comincia il film (Angels and Demons con Tom Hanks), e lo stupore è tanto quando mi accorgo di capire. La scena è quella di un italiano che parla in inglese stentato, ma seguo il discorso. Gonfio in petto mi sento invincibile come superman, poi però comincia a parlare Tom Hanks....
BUIO!!! Oscurità totale e profondo sgomento! Capisco di più i latrati del mio cane. Ma come è possibile?
Impassibile in volto mi giro lentamente verso il mio amico, abbozzo un sorriso e lui fa altrettanto. Colgo al volo il guanto di sfida.
Ho improvvisamente un regresso all'infanzia e mi sento un bambino al parco che discute con un altro bambino su chi dei due ha lo zio più fico: " Mio zio ha la Ferrari!". "Mio zio è stato in America!".
Chi cederà per primo tra questi due imbecilli orgogliosi? Io no di certo!
Ogni tanto comunque rido perchè ridono tutti, sospiro quando sospirano tutti e mi giro verso il mio compagno di sventura con la boria del geometra Calboni di fantozziana memoria quando va a Courmayeur: " Hai capito puccettone?". E lui: " Come no! Sono stato azzurro di sci, io!" Quando finalmente lo schermo si fa scuro e salgono i titoli di coda, capisco che probabilmente il film è finito e stupisco il mio amico tirando fuori il classico coniglio dal cappello. Gli spiego il film! Ma proprio tutto! Trama personaggi ed intrecci. Lui mi guarda con sgomento ed ho capito che per oggi lo zio più fico è il mio.... Purtroppo lui non sa che ho letto il libro in italiano!!!
P.S. Nonostante tutto i progressi linguistici ci sono, e difatti è abbastanza normale che sia così. Ora quando mi parlano non faccio più la faccia stupita, ma il sorriso ebete di chi ha capito. La figura da pirla è la stessa, ma il motivo scatenante no. Fra un pò conto anche di cominciare a parlare!!!

Monday, June 1, 2009

What a fuckin' cold!

Quando pensavo all'inverno australiano dall'Italia, immaginavo un clima mite, fresco diciamo ma non freddo o almeno non quanto quello delle 30 stagioni trascorse in Italia, ed in particolare nel freddo (e non solo per le temperature) Nord Est.
Ma, probabilmente, dimenticavo un particolare e cioè che l'Australia è grande, molto grande, sia in longitudine sia in latitudine e che il viaggio fatto a luglio 2000 (in pieno inverno australe) mi aveva visto girovagare soprattutto a Nord, dove le temperature, perlomeno quelle diurne erano e sono intorno ai 25° (forse avevo anche 9 anni di meno e si sa da giovani....).
Qui a Melbourne, non posso certo dire che il freddo sia paragonabile ai record di gelo della piana di Marcesina o a quello più geograficamente esteso in veneto che si verifica durante i famosi 3 giorni della merla, ma si può comunque affermare che anche in Australia, a Melbourne, fa freddo o come dicono qua "It's a fuckin' cold!".
Le case poi sono isolate come le capanne dei tre porcellini ed il riscaldamento non consiste certo in stufe, camini e quant'altro!
Quando esce il sole però, durante le ore più calde, la temperatura sale (come è successo lo scorso mercoledì) fino a raggiungere 20 e più gradi e questo rende mite i mesi autunnali Melbourniani (oggi, 1 giugno è come se fosse il 1° dicembre da noi e raramente ricordo mi sia capitato di uscire in felpa e giubbettino primaverile in quel periodo in Veneto). Questo sbalzo termico costringe gli aussie a vestirsi "a cipolla" visto che non disdegnano spogliarsi e mettersi a loro agio, sfoggiando la classica tenuta downunder maglietta e pantaloncini non appena il sole fa capolino nei cieli sopra Melbourne
Aspettando con ansia mesi più freddi, per vedere gli aussie coprirsi come eschimesi vi mando un caro saluto a voi lettori pazienti di questo fantastico blog da me modestamente creato!

ps. Oggi mi sono arrivati gli skipass per la mia settimana bianca, - 70 gg!